RICEVIAMO ED INOLTRIAMO

– Carpe Diem, di Oraziana memoria (Venosa), vuol dire saper cogliere ogni occasione che si presenta.

I viaggiatori hanno nel loro bagaglio numerosi Carpe Diem da utilizzare all’occorrenza, magari ci si dimentica lo spazzolino, ma il carpe diem no!
“Carpe diem” mi son detta quando ho ricevuto la raccomandata di conferma della vincita del primo premio mensile

del concorso “Io ci sono stato”

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La prima fase: incredulità.
La seconda fase: entusiasmo.
La terza fase: si parte, destinazione Maratea (Carpe Diem)

Primo giorno

Eccoci alla partenza, dopo aver brillantemente superato gli scogli del lavoro e del piano ferie già steso.

Si parte dalla stazione dei treni di Rovigo alle 8,00 del mattino *** ed in perfetto orario iniziamo la nostra avventura.
La scelta del treno è azzeccatissima: evitiamo il traffico delle domeniche di luglio, ci rilassiamo per nove ore, trascorse tra sane letture e spassionate chiacchiere, allontanandoci dallo stress on the job di tutti i giorni e ci predisponiamo ad entrare al meglio nel clima vacanziero. Nessun ritardo, un cambio a Roma ed eccoci alla stazione di Maratea, una sera prima dell’inizio della crociera.  

Aspettiamo l’autobus ammirando i fiori delle coloratissime buganvillee e degli oleandri che sbucano attorno al piazzale della stazione ed in una decina di minuti arriviamo all’Hotel Murmann, frazione Fiumicello, prenotato in anticipo ad un prezzo scontatissimo, trattandosi di un quattro stelle. Appoggiamo i bagagli in camera e ci facciamo dare qualche dritta per raggiungere a piedi la spiaggia più vicina, in fondo sono solo le 17.30 e la voglia di mare è tantissima. Trecento metri in giù, lungo la strada asfaltata e si apre una vista spettacolare sul Tirreno, la spiaggia libera è di piccoli ciottoli e il primo tuffo in acqua è fenomenale per lavare via la stanchezza del viaggio e per farci rendere definitivamente conto che siamo davvero in vacanza.
Siamo anche tra le ultime a lasciare la spiaggia quando il sole è quasi tramontato e perdiamo l’ultimo autobus per Maratea dove era nelle nostre intenzioni cenare. Senza troppe esitazioni, dopo la doccia, chiamiamo la compagnia di Taxi della zona, Eurotravel, che per 10 euro ci conduce a Maratea. La cittadina è davvero bella: in posizione elevata rispetto al mare, il nucleo storico antico è ben conservato, le vie strette si alzano sopra al borgo dove si scorgono negozi d’artigianato. Notiamo con approvazione che i negozi sono davvero caratteristici (abbiamo visto solo un paio del tipo franchising).
Vagabondando arriviamo un po’ per caso alla Taverna Rovita e vi entriamo attirate dal buffet di pesce e verdure che si intravede all’entrata. Si rivela un’ottima scelta, cena squisita a base di pesce, molta atmosfera nella saletta.
Questa volta l’autobus per il rientro non lo perdiamo e così rieccoci all’hotel per un bel sonno, pronte all’idea di iniziare a breve la nostra crociera.

Secondo giorno

Colazione all’aperto (compresa nella tariffa della camera) consumata nel giardino dell’hotel e poi via, verso la fermata dell’autobus che ci condurrà al porto di Maratea. Arriviamo puntuali ed ecco, perfetta organizzazione, il capitano Claudio venirci incontro e darci il suo benvenuto. Saliamo a bordo dello yacht: è qualcosa di stratosferico, spazioso, accogliente, dotato di tanti comfort (aria condizionata e doccia con idromassaggio). Qui facciamo conoscenza di Elisa ed Alessio, altri fortunati vincitori del premio, simpaticissimi e solari e di Stefano, lo skipper, cordialissimo.

Ci sono tutti presupposti per una ciurma ben amalgamata

La prima fase: incredulità

La seconda fase: entusiasmo.
La terza fase: si accendono i motori, si parte con il vento tra i capelli (carpe diem)

La nostra destinazione è Valle d’Acqua, una cala bellissima, l’acqua è uno specchio azzurro limpidissimo, l’unico suono attorno è quello delle cicale, che intrattengono il nostro dolce far niente, tra tuffi, relax e i nostri sguardi beati. Siamo circondati solo da pareti verdi selvagge di macchia mediterranea.

Rientrati al porto ceniamo tutti e quattro alla Rotonda. Ottime le portate di pesce e a prezzi abbordabili.

Terzo giorno

Dormire con lo sciabordio lento del mare che ci dondola rende il risveglio tra i migliori, cui segue la migliore colazione che ci si possa aspettare, servita nel salottino dello yacht, tra quotidiani del giorno, frutta fresca, un “caffè come si deve” e altre leccornie. La ciurma oggi si amalgama davvero, tra chiacchiere e consigli interessanti scambiati tra noi turisti per caso: meditiamo sui nostri futuri viaggi, per il momento immaginati, e raccogliamo dritte utili.

Trascorriamo un’altra giornata incantevole a Torre Caina, dove Elisa coraggiosamente si cimenta per prima nella moto d’acqua: ben ancorata al capitano, con il giubbino salvagente e il casco, ritorna alla yacht con un sorrisone dopo aver scorrazzato sulle onde. Ha un sorriso così entusiasta da invogliare tutti noi (carpe diem) a provare l’esperienza. Fantastica sensazione, ci cimentiamo tutti e ritorniamo a bordo con lo stesso sorriso. Anche questa sera ceniamo con Alessio ed Elisa, questa volta saliamo fino a Maratea e ci accomodiamo agli Antichi Sapori, piatti di pasta (fatta in casa), di carne e di verdure della tradizione lucana, assai squisiti e convenienti nel prezzo.

Dopo cena ci aspetta un giretto per il borgo di Maratea, con il cosiddetto Cristo Redentore (S.Biagio) che dall’alto del monte Biagio si illumina ed è utile come riferimento, anche se perdersi a Maratea è cosa assai difficile per la verità. Prima di rientrare allo yacht ci dedichiamo ad alcuni acquisti. Tra i negozietti lungo il corso segnalo per i generi alimentari tipici e le leccornie “la farmacia dei sani”, dove ho acquistato dell’ottimo pecorino.

Quarto giorno

Oggi si scende a Sud e raggiungiamo Castrocucco via mare of course, ormeggiamo al centro di una caletta e il dolce far nulla domina anche oggi la giornata, solo letture, conversazioni piacevoli e tuffi rinfrescanti nell’acqua trasparente, lontani da terra da non sentire alcun rumore, ma abbastanza vicini da scorgere in lontananza spiagge affollate ed ombrelloni. Anche oggi il pranzo cucinato da Claudio è speciale, come l’atmosfera di relax e positività che domina la barca.
Cena con vista sul porto da Za Mariuccia: anche stasera ci trattiamo bene, vista la rinomanza del ristorante (meglio prenotare). Un po’ meno economico degli altri posti, ma vale la spesa ampiamente.

Quinto giorno

Un altro tratto di costa incantevole si apre ai nostri occhi quando
raggiungiamo, risalendo la costa verso Nord, la Cala degli Infreschi (Sa), la cui bellezza è difficile da descrivere. E’ un parco protetto, pochi i posti disponibili per le barche e noi riusciamo ad agganciarci ad una boa vicino ai resti di una torre di guardia. 

Girovagare per il Tirreno con la barca offre visuali inaspettate, percorriamo tratti di mare senza muovere i nostri piedi scalzi e la visuale della costa coperta di verde e di rocce ci offre una prospettiva nuova, bellissima: guardare la terra dal mare. Abituati al contrario, ci si delizia.

Rientriamo puntuali alle 18.00, ora temuta del commiato e dei saluti. –